Conferenza del prof. Davide Vago su Marcel Proust
CONFERENZA DEL PROFESSOR DAVIDE VAGO A PROPOSITO DI MARCEL
PROUST
Il Professor Davide Vago (Prof. Associato, Letteratura francese, Associate Professor, French Literature Dipartimento di Scienze Linguistiche e Letterature straniere - Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature straniere - Università Cattolica del S. Cuore – Brescia), su invito del dipartimento di Lingue del Manzoni, è venuto a fare una conferenza a proposito dell’opera di Marcel Proust per le classi quinte del Liceo delle Scienze Umane e del Liceo Linguistico il giovedì 19 marzo.
Con l’ausilio di un Power Point che aveva preparato e di alcuni video, ha illustrato
principalmente il romanzo in sette volumi À la Recherche du temps perdu, e in particolare la nozione di tempo.
Penser le temps avec Marcel Proust è il titolo della conferenza, che si è svolta quasi interamente in lingua francese dalle 11 alle 13 circa.
Nel contesto della scoperta e dell’approfondimento della nozione di tempo, operata sin
dall’inizio del Novecento con le ricerche scientifiche di Einstein, la riflessione di Proust
relative al fenomeno della memoria involontaria (oggi chiamato dagli psicologi Proust
phenomenon) è assolutamente centrale nella fondazione del romanzo contemporaneo. A tal proposito, Vago ha letto e tradotto brani del romanzo dove sensazioni olfattive o
gustative (come ad esempio il fatto di mangiare un dolcetto intinto in una tazza di tè)
riportano alla memoria del narratore tempi passati, dove faceva la stessa merenda nella casa della zia in Normandia, durante i periodi di vacanza. Il tempo diventa così qualcosa di concreto, sensibile, materiale.
Il tempo è così riscoperto da Proust. Questo temps perdu può essere interpretato sia
come tempo perso (wasted time, nella traduzione inglese, tempo sprecato) che come
tempo smarrito, andato (lost time, nella traduzione inglese). Il piacere dei sensi risveglia
involontariamente nel narratore il ricordo dell’infanzia, che lungamente poi descrive nel
romanzo.
Il romanzo in effetti è anche la storia di un tempo ritrovato, riscoperto, quello della vita
passata del narratore (e non solo il periodo infantile). Attraverso il fenomeno della
memoria involontaria, Proust scopre anche la sua vocazione artistica: la sua scrittura in
effetti è costruita grazie alle numerose sinestesie (come noto, la sinestesia è quella figura retorica che associa parole riferite a sfere sensoriali diverse, ad es. udito e vista, tatto e olfatto, creando un'immagine originale e un senso di straniamento poetico).
La quarta dimensione dello spazio secondo Proust è quella del tempo, tanto che giunge
ad affermare che la chiesa di Combray ha per quarta dimensione quella del tempo.
Collegandosi alla riflessione che nel quarto secolo d.C. un filosofo come sant’Agostino nelle sue Confessioni proponeva riguardo al tempo, nonché alle riflessioni del fisico Carlo Rovelli, il professor Vago ha concluso la sua conferenza approfondendo il fatto che il tempo è un territorio che rimane ancora da esplorare. Molto suggestivo a tal proposito è anche il film Interstellar (2014) di Christopher Nolan.
Al termine dell’incontro, si è parlato anche delle possibilità di studio presso l’Università
Cattolica, dato che la conferenza serviva anche come orientamento in uscita.





