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Accogli uno studente straniero

 

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Accogli uno studente straniero, o presentagli una famiglia sarà motivo di grande pregio per la tua scuola e stimolerai i tuoi studenti all’apprendimento della lingua e cultura straniera.

 

Gentile docente,

Ogni volta che gli studenti arrivano per frequentare una scuola superiore in italia, chiediamo loro la motivazione che li ha spinti a lasciare casa. Le risposte sono diverse, ma una è la linea conduttrice tra tutte le altre ed è la cultura e la lingua italiana. Per loro studiare in una scuola superiore in italia è un grande privilegio e sono motivati e pieni di entusiasmo, sebbene impauriti.

Questi giovani sono una risorsa per la scuola e rappresentano uno scambio culturale e un confronto di esperienze di vita diverse.
All’inizio spesso non conoscono la lingua per poter seguire le lezioni con autonomia, ed è impegnativo per la scuola aiutarli a raggiungere i loro obiettivi, ma questo lavoro non è esente da grandi soddisfazioni.

Euro master studies si impegna a fornire tutto il sostegno necessario affinché l’exchange student viva un’esperienza scolastica proficua, ritornando al proprio paese con una grande considerazione della nostra cultura e del “bel paese”.

Con stima,
Lo staff High school di Euro Master studies

                                                                                                                    

L'ESPERIENZA DI ALCUNI INSEGNANTI

Nell’ultimo anno scolastico ho insegnato Teoria, Analisi e Composizione musicale nella classe prima Liceo Musicale del Liceo classico e musicale “B. Zucchi” di Monza, nella quale è stato inserito Kalle, ragazzo statunitense proveniente dal Texas. La classe era composta da ben 28 alunni, ma la presenza di Kalle ha costituito un motivo di notevole crescita reciproca. Kalle all’inizio era ovviamente molto riservato, pur dimostrando immediatamente la sua cultura e le notevoli competenze musicali e linguistiche (nell’italiano). Ho avuto il piacere di averlo anche come allievo di pianoforte: studente molto dotato, ormai giunto ad un livello avanzato di studi, ma sempre pronto ad apprendere. Con il lavoro fatto ha sviluppato una notevole capacità di trasmettere anche suonando le sue emozioni. Nei primi due mesi ha faticato non poco ad abituarsi alla tipica prima classe italiana di liceo, nella quale la difficoltà principale è comprendere che se non si tace, non si può ascoltare l’insegnante. Nonostante ciò ha accettato e condiviso progressivamente con i compagni più maturi le sue competenze, per le quali è stato notevolmente stimato. Kalle ha pian piano imparato ad essere se stesso con semplicità, senza bisogno di essere sempre “perfetto”, e i suoi compagni hanno apprezzato e condiviso l’importanza del suo agire determinato e puntuale. Esperienza dunque formativa per Kalle e per i compagni, che hanno potuto confrontare competenze, stili di vita e di comportamento tanto diversi, quanto reciprocamente utili. A fine anno Kalle ha presentato alla classe la sua famiglia, ha fatto vedere la sua casa e i posti in cui sarebbe presto ritornato, con notevole attenzione ed interesse da parte di tutti i compagni. Ci vorrebbero però decine di stranieri per convincere uno studente italiano a parlare solo dopo aver chiesto la parola!

Prof. Daniele Ferrari - Liceo classico e musicale “B. Zucchi” di Monza

 

Anche quest'anno in classe ci sarà un Exchange Student. È in una classe terza: non facile per uno studente con poche, se non addirittura pochissime conoscenze di italiano. Dopo alcuni anni di questa esperienza gli insegnanti della classe sanno cosa fare: accogliere,ascoltare, attendere pazientemente che il nuovo alunno si adatti alla classe, a un modo di far lezione diverso dal suo, a degli spazi fisici diversi dai propri. Per la lingua ci vorrà più tempo: anche fino a Natale. Non poche le difficoltà quando si entra in quella classe: capire quali materie sono fondamentali , quali dovrà seguire obbligatoriamente perché verranno richieste per il reinserimento nel suo paese di origine. Non sempre alle materie corrispondono contenuti uguali nei diversi Paesi. Bisogna chiedere, indagare, farsi spiegare. Ma ci sono anche punti di forza. Per primo gli alunni della classe, spesso curiosi, sanno che bisognerà parlare in inglese con il nuovo compagno, almeno inizialmente. In un liceo linguistico è certamente un punto a favore. Quest'anno poi c'è stata Sarah. Americana sì, ma che ha sfatato molti miti americani. Nulla a che vedere con i giovani delle serie TV. Molto più semplice, anzi timida, timorosa di fronte a questa sua nuova avventura in cui si metteva in gioco in tante cose. La scuola italiana è difficile per molti stranieri, ma sostenuta da compagni e insegnanti, oltre che dalla famiglia, anche Sarah ce l'ha fatta. Noi attraverso lei abbiamo conosciuto un'altra faccia degli USA: piccola e un po' soffocante. Sarah non era contenta di tornare a casa. È stata bene in Italia. E’ consapevole di tornare cambiata, con un modo diverso di vedere le cose e le persone, e anche se stessa, con i propri punti di forza e di debolezza. A noi ha lasciato l'ennesima conferma che queste esperienze sono strumenti di crescita culturale e personale per studenti e insegnanti. Aprono la mente abbattendo pregiudizi, aiutando a confrontarsi con gli altri, accettando che il diverso non è meglio o peggio ma altro. Per noi docenti è anche una sfida professionale che, se ben vissuta, arricchisce le proprie competenze ed apre a nuovi approcci didattici. Un grazie allora a tutti questi Exchange Student e ai nostri studenti che ci accompagnano con entusiasmo in questa avventura anno dopo anno, tutti i giorni.

Prof.ssa Ronchi –Liceo Linguistico “ G. Parini” di Lissone.

 

 

 

 

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